I Numerati

dicembre 16, 2008 alle 12:27 am | Pubblicato su Il nuovo mondo, parole 2.0 | 3 commenti

numeratiMille battute per una mini-recensione non fanno giustizia ad un libro che, nonostante l’andamento pop e molto raccontato, affronta un nodo cruciale di Internet. Giuseppe Granieri lo definisce “he mathematical modelling of humanity“, ovvero come le architetture sottostanti la rete (e quindi spesso invisibili) stanno cambiando il modo in cui l’uomo si osserva e si “progetta”. Non è la solita questione della privacy, ma una questione più “proattiva” e, se volete, tecno-determinista: come cambia il modo di lavorare, curarci, amare, quando le nostre competenze, passioni, malattie sono ossessivamente tradotte in numeri che scorrono dentro database? E che vengono analizzati, incrociati, sintetizzati dalla nuova leva di numerical literati (l’evoluzione dei digerati), per gli scopi più diversi (non solo di marketing)?

Di seguito la recensione uscita su il manifesto – Chips&Salsa. E non perdetevi le segnalazioni degli altri collaboratori ripubblicate da Visionpost

Intrappolati in un algoritmo

Stephen Baker – The Numerati (Houghton Mifflin)

Noi non li conosciamo ancora. Ma loro ci conoscono da tempo. Sanno chi votiamo, come lavoriamo, finanche il nostro stato di salute e le nostre preferenze sessuali. Se ci spiano è solo per il nostro bene: vogliono capire a quali “tribù” apparteniamo e così prevedere meglio le nostre scelte. Di chi stiamo parlando? Di un manipolo di matematici, informatici ed ingegneri assoldati dalle grandi aziende hi-tech (tra cui Google, eBay, Amazon) per interpretare ogni nostra traccia digitale lasciata in giro. E così dopo i digerati (gli utopistici digital literate della prima internet), ora è giunta l’era dei più pragmatici Numerati, la nuova cyber-élite di programmatori di cui parla Stephen Baker (giornalista del settimanale Business Week). Modelli matematici già testati in ambito scientifico (per prevedere il meteo) e finanziario (per l’andamento dei titoli) ora sono applicati anche agli esseri umani, con la promessa di ottimizzare i flussi lavorativi, diagnosticare in tempo una malattia e anticipare qualsiasi nostro desiderio. A quale costo, però?

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La carta del guru

dicembre 10, 2008 alle 6:36 pm | Pubblicato su Media | Lascia un commento

La “carta” è ovviamente metaforica, visti i consigli che Joi Ito dà al manifesto.
L’intervista è uscita giovedì scorso sul manifesto e la ripropongo qui (da domani non sarà più accessibile online)

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La carta del guru
La crisi del manifesto, come uscirne. Parla Joichi Ito, uno dei massimi esperti di web a livello mondiale

Nicola Bruno

«Il manifesto? Si, conosco bene il vostro giornale». Come fa un guru tecnologico che vive tra Kyoto e la Silicon Valley a conoscere un piccolo “quotidiano comunista” italiano, per di più distribuito solo su carta? C’è davvero poco da stupirsi se il guru in questione è Joichi Ito, 44 anni, eclettico attivista e venture capitalist nippo-americano, da qualche mese approdato alla guida di Creative Commons, organizzazione no-profit che promuove una riforma globale del copyright e in cui militano anche collaboratori de il manifesto. Continue Reading La carta del guru…

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