Come diventare un utente post-televisivo

aprile 20, 2009 alle 6:46 pm | Pubblicato su Il nuovo mondo | 10 commenti

tv_sul_webSull’ultimo numero di Chips&Salsa/Il Manifesto, Alessandra spiega bene come, in assenza di innovazioni vere da parte dell’industria tradizionale, la televisione sia già arrivata sul web per mille vie traverse. Interattiva, on-demand e globalizzata, così come la vogliono i tanti utenti post-televisivi capaci di districarsi tra mille servizi (più e meno legali) per guardare film, serie tv e tutto quello che più desiderano.

Il tutto affiancato da pratiche creative di “produzione peer-to-peer”, come quelle dei traduttori dal basso di cui parla Raffaele in questo pezzo.

E per finire, un’intervista che ho fatto a Max Giovagnoli sull’X-Media Generation, termine coniato nel ultimo libro Cross-media. Le nuove narrazioni.

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Recensori seriali, alla carica!

aprile 6, 2009 alle 5:02 pm | Pubblicato su Il nuovo mondo | 2 commenti

booksBeh, mi sono proprio divertito a lavorare sull’ultimo Chips&Salsa (uscito su Alias/Il Manifesto di sabato scorso) dedicato ai recensori seriali di libri.  Grazie a Loredana, Gamberetta (e la Ciurma di Gamberi Fantasy), Barbara/1, Barbara/2 e tutti gli heavy user italiani di aNobii che hanno risposto alle domande.

Da leggere anche il contrappunto, giustamente preoccupato, di Maria Teresa Carbone…

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La carica dei recensori seriali
Da Amazon ad aNobii passando per i blog, il web pullula di recensioni, commenti e stroncature. Gli autori le temono, le case editrici le snobbano. Tra passione e compulsione, fotografia di un fenomeno non sempre trasparente.

Come ormai è sua abitudine da anni, anche oggi Harriet Klausner porterà a termine almeno due romanzi. Da ex-bibliotecaria in pensione, non le manca certo il tempo da dedicare alla sua passione preferita a cui, di recente, ha affiancato anche un altro hobby: scrivere recensioni su Amazon. Da quando il bookstore statunitense ha inaugurato lo spazio delle user generated review, Harriet ne ha collezionate oltre 18.000 su ogni autore e genere ad un ritmo di 3-4 al giorno.
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Una giornata a codice aperto

aprile 1, 2009 alle 8:51 pm | Pubblicato su Il nuovo mondo, Tecnologia | Lascia un commento

Sull’ultimo numero di Chips&Salsa-Il Manifesto:

Se l’utopia resta fuori dal bazaar e dalla cattedrale
Dopo il matrimonio tra open-source e colossi commerciali, è caduto il muro di Berlino che divideva i programmatori free-software dal mondo dei sistemi proprietari. La figura dell’hacker in barba e sandali, un po’ santone un po’ anti-capitalista, è stata rimpiazzata dal programmatore in giacca e cravatta che lavora per le grandi multinazionali convertite al paradigma open. Ma cosa è rimasto della spinta etica di Stallman&Co.?

Una giornata a codice aperto
Piccola guida di sopravvivenza open-source. Fino a qualche anno fa sarebbe stato impossibile trascorrere 24 ore senza utilizzare tecnologie proprietarie. Oggi, con un po’ di attenzione, si può fare anche senza essere smanettoni…

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