Recensori seriali, alla carica!

aprile 6, 2009 alle 5:02 pm | Pubblicato su Il nuovo mondo | 2 commenti

booksBeh, mi sono proprio divertito a lavorare sull’ultimo Chips&Salsa (uscito su Alias/Il Manifesto di sabato scorso) dedicato ai recensori seriali di libri.  Grazie a Loredana, Gamberetta (e la Ciurma di Gamberi Fantasy), Barbara/1, Barbara/2 e tutti gli heavy user italiani di aNobii che hanno risposto alle domande.

Da leggere anche il contrappunto, giustamente preoccupato, di Maria Teresa Carbone…

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La carica dei recensori seriali
Da Amazon ad aNobii passando per i blog, il web pullula di recensioni, commenti e stroncature. Gli autori le temono, le case editrici le snobbano. Tra passione e compulsione, fotografia di un fenomeno non sempre trasparente.

Come ormai è sua abitudine da anni, anche oggi Harriet Klausner porterà a termine almeno due romanzi. Da ex-bibliotecaria in pensione, non le manca certo il tempo da dedicare alla sua passione preferita a cui, di recente, ha affiancato anche un altro hobby: scrivere recensioni su Amazon. Da quando il bookstore statunitense ha inaugurato lo spazio delle user generated review, Harriet ne ha collezionate oltre 18.000 su ogni autore e genere ad un ritmo di 3-4 al giorno.
La sua “sindrome da recensione compulsiva” non è di certo passata inosservata: dopo aver conquistato il primato nella classifica degli utenti con più review, il Wall Street Journal l’ha definita «un’eroina da romanzo», mentre le grandi case editrici hanno iniziato a inviarle in anteprima le nuove uscite. Anche perché il suo parere – insieme a quello di migliaia di altri “recensori seriali” che spopolano su blog e social network – è ormai in grado di catalizzare l’attenzione dei fan e di spostare le vendite, soprattutto nel caso di autori poco conosciuti o di generi di nicchia.

Se già nei primi anni di internet molti avevano intravisto nuove opportunità di socializzazione online per gli appassionati di libri, il vero spartiacque c’è stato solo quando sono arrivate le recensioni dal basso di Amazon, accompagnate nel tempo da decine di strumenti 2.0 che aiutano ad orientarsi prima dell’acquisto. Anche Ibs, la più grande libreria online italiana, dal lontano 1998 ha introdotto la funzionalità dei commenti ma non è mai riuscito a valorizzare i contributi della propria community: le recensioni sono occasionali, spesso scritte in maniera sbrigativa e faziosa, e comunque poco utili per chi è alla ricerca di un consiglio.

Come comportarsi, ad esempio, quando ci si trova di fronte ad una sfilza di giudizi che rimbalzano tra l’entusiasta 5/5 e l’inappellabile 1/5? Se ne esce solo disorientati e perplessi, raramente motivati a comprare un libro. Anche perché, ha scritto lo scrittore Gianni Biondillo, «appena un libro diventa un successo editoriale, nei commenti dei lettori su Ibs scatta una vera e propria mutazione genetica. Dapprima si leggono solo commenti positivi, entusiasti, poi, d’improvviso entrano a gamba tesa i commenti negativissimi, non circostanziati, aggressivi, volgari. In Italia il successo scatena invidie terrificanti».

Eppure non si tratta della solita anomalia all’italiana, come dimostra il trattamento subito da Q dei Luther Blisset su Amazon: «Un tale ha scritto di aver abbandonato la lettura dopo il primo capitolo, sconvolto dall’incredibile numero di parolacce ma nel primo capitolo non vi sono parolacce». Il collettivo bolognese parla addirittura di «inquinamento segnico» per la tendenza dei recensori amatoriali alle «stroncature arbitrarie, basate su tautologie, affermazioni indimostrabili o premesse false, sentenze di condanna senza esempi né motivazioni».

Nonostante tutte le inesattezze e il rumore di fondo, sono in tanti però a preferire i consigli online alle più autorevoli, ma spesso fredde e impersonali, recensioni dei critici di professione. Loredana Lipperini (animatrice di Lipperatura, uno dei più vivaci blog cultural-letterari italiani), ormai si fida molto più del consiglio appassionato di un blog o di un amico di social network come aNobii: «Le segnalazioni sono spesso interessanti e di qualità, così come le discussioni che si sviluppano. Il che è tanto più vero per i generi di nicchia, dove i blog spesso sono in grado di spostare le vendite molto più di una rivista specializzata».

E’ questo il caso, per esempio, di Gamberi Fantasy, blog gestito da una fantomatica adolescente di 18 anni (tale Gamberetta) che recensisce le nuove uscite facendo le pulci su ogni dettaglio, proprio come un critico impietoso di altri tempi. «Noi siamo appassionati di fantasy e perciò i romanzi li leggiamo con attenzione, pure quelli che forse tale attenzione non la meriterebbero. Altri partono con l’idea che sono tutte sciocchezze e dunque leggono una pagina sì e una no, e alla fine scrivono sempre che il libro è bello, perché così sono felici tutti», risponde l’anonimo Capitano della Barca dei Gamberi alle domande che abbiamo inviato via mail a Gamberetta. Dandoci così conferma che dietro alle sue recensioni puntigliose e maniacali, non c’è nessuna enfant terrible della critica, ma un gruppo che si muove secondo la logica dell’intelligenza collettiva: più occhi riescono a mettere a fuoco difetti e imprecisioni che un solo recensore difficilmente potrebbe notare. Un po’ come Wikipedia.

Se l’identità dei Fantasy Gamberi resta un mistero, ci sono molti altri luoghi in rete in cui sta prendendo piede quest’approccio collettivo e dal basso alle recensioni. Tra le migliori destinazioni in Italia c’è certamente aNobii, social network per amanti dei libri nato ad Hong Kong, che consente di costruirsi una biblioteca virtuale, di commentare le ultime letture e, soprattutto, di spulciare nella librerie degli altri iscritti. Proprio quest’ultima funzionalità spinge a creare legami di fiducia molto più forti: «Se non conosco l’autore di un commento che mi ha colpito, guardo la sua libreria, soprattutto i commenti a libri che entrambi abbiamo già letto, per vedere se i gusti collimano» ci spiega Anna, una delle tanti frequentatrici assidue di aNobii. Naturalmente non tutti sono mossi dalle stesse motivazioni. C’è chi, come Morgana (oltre 2000 libri in biblioteca), scrive commenti semplicemente «per fissare le sensazioni che mi ha lasciato un libro. Se poi sono utili ad altri ben venga, ma non è il loro principale scopo». Altri ancora lo fanno «un po’ per narcisismo (quanto sono brava e come sono belli i miei commenti), un po’ per consigliare (ma questo l’ho capito più tardi, quando io stessa ho cominciato a farmi consigliare a mia volta)».
Con il risultato che la comunità finisce col diventare la principale guida per la scelta di un nuovo libro: «Pur continuando a leggere le pagine di cultura dei maggiori quotidiani, prima di procedere con l’acquisto vado sempre a verificare i commenti dei miei lettori fidati», ci spiega Barbara. Non solo perché si possono condividere gli stessi interessi ma anche perché, aggiunge Adele, «i commenti di aNobii sono spontanei e obiettivi, non influenzati da questa o quella esigenza di marketing».

E proprio questo bisogno di trasparenza è l’altro lato della medaglia di un fenomeno che sicuramente porterà a cambiare i rapporti di forza all’interno sistema editoriale. L’ondata di Harriet, Gamberetta e altri recensori seriali è qui per cambiare le carte in tavola. Ammesso, però, che nel frattempo non cedano anche loro alle lusinghe di un mercato che arriverà presto a corteggiarli.

2 commenti »

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  1. Grazie a te, un ottimo lavoro.

  2. Le community online di digi-lettori e ricco e variegato: ottimo quest’articolo!
    Non so se e’ capitato ad altri, ma sono stata invitata da un distributore online a fare una recensione di un libro, che nel caso fosse stata pubblicata mi avrebbe fatto guadagnare un buono sconto sull’acquisto successivo: anche questo e’ un modello controverso, no?
    Consiglio di fare un giretto su Librarything http://www.librarything.com (se interessa ne ho scritto su apogeonline) – dove e’ anche possibile consigliare (non i modo automatico come fa amazon) libri che potrebbero piacere
    mentre su goodreads.com c’e’ un’altra funzione interessante.. se qualcuno vede che hai un certo libro nella biblioteca ti puo’ chiedere, perche’ dovrebbe leggere quel libro…


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