Chatroullete – All’improvviso uno sconosciuto

febbraio 24, 2010 alle 11:12 pm | Pubblicato su Il nuovo mondo | 9 commenti

Nell’ultimo numero di Chips&Salsa – Il Manifesto abbiamo fatto uno specialone (tra il serio, l’inquietante e il divertito) su Chatroulette.

Oltre al mio articolo, abbiamo chiesto: ad Alberto Piccinini di raccontarci una sua incursione notturna sul sito; a Jonah Lehrer una lettura psicologica del fenomeno; a Giovanna Cosenza una considerazione sul dibattito che circonda la rete in Italia; mentre la mia collega Carola ha parlato degli altri servizi di speed-dating online.

Qui il FILE PDF con tutti gli interventi. Di seguito il mio articolo introduttivo.

APPUNTAMENTO AL BUIO IN VIDEO-CHAT
All’improvviso uno sconosciuto
Dalla Russia con furore arriva Chatroulette, l’anti-Facebook creato per gioco da un ragazzo di 17 anni. Un sito di videochat per incontri ravvicinati del terzo tipo. Fugaci, anonimi e del tutto casuali.

Ora su Internet chiunque sa che sei un cane
di Nicola Bruno

Nel 1993 il settimanale The New Yorker pubblicò un vignetta destinata a diventare di culto negli anni a venire. Si vedevano due cani di fronte a un computer e uno diceva all’altro: «Su internet nessuno sa che sei un cane». Erano gli anni delle prime chat anonime e i colonizzatori di questa nuova frontiera digitale non davano certo il meglio di sé. Anzi.


Nel 2010 ne è passata di acqua nei siti di incontri online. Gli strumenti di socializzazione si sono raffinati, diversificati. Siamo tutti sbarcati su Facebook, un social network che ci mette in contatto per lo più con amici, colleghi, ex compagni di scuola. Tutta gente conosciuta, insomma, alla lunga non c’è divertimento a parlare con un “cane” qualsiasi.

Poi, però, qualche mese fa è arrivato Chatroulette a rimettere tutto in discussione. Inquietante, surreale e geniale, è un sito di videochat uscito dalla testa di Andrey Ternovskiy, un diciassettenne russo col pallino della programmazione che dice di averlo creato «solo per gioco».

Per accedere bisogna attivare obbligatoriamente la webcam. Dopo di che sullo schermo compare in maniera del tutto casuale la faccia di un altro utente. Nessun profilo o frase preferita, c’è solo la webcam in presa diretta e due pulsanti a disposizione: start per iniziare a parlare; oppure next per passare al prossimo. Una sorta di roulette russa umana in tempo reale: si va avanti fino a quando non si trova una persona interessante, strana, simpatica.

Lanciato in sordina lo scorso novembre, Chatroulette è diventato subito un tormentone virale. Soprattutto perché, come era facile immaginare, dall’altra parte dello schermo si trova un campionario del «lato più oscuro» della rete: molto sesso esibito (ragazzi che si masturbano, giochi con animali e/o peluche) e travestimenti bizzarri. Tra qualche mese, qualche politico bacchettone se ne accorgerà e ne chiederà la rimozione a scoppio ritardato, c’è da scommetterci.

Ma al di là delle derive morbose e carnevalesche, va anche detto che la stragrande maggioranza degli utenti che sbucano su Chatroulette non ha proprio nulla di strano: tante facce inebetite da una giornata passata al pc, ragazzini del college che fanno le boccacce, qualche chitarrista in cerca di pubblico. E soprattutto tanti curiosi, compulsivi del tasto next, con cui – quando va bene – si parla giusto il tempo di un ciao, di dove sei, bene, alla prossima.

Voyeurismo, esibizionismo, brivido dello sconosciuto, grande fratello collettivo: Chatroulette è l’esaltazione di tutte queste caratteristiche di internet. Con la sua grafica minimale, sembra un relitto del web 1.0, di quelle chat anonime in cui si poteva giocare a fare il cane senza metterci la faccia. Ma il suo successo – proprio nell’era della saturazione post-Facebook – ci parla anche di un web sociale ancora tutto da esplorare, un frullatore di esperienze in cui alla fine la cosa più difficile è proprio riuscire a parlare con qualcuno. Un paradosso che, forse, è anche una metafora delle relazioni ai tempi dei social network.

9 commenti »

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  1. la webcam non è obbligatoria, funziona anche senza (certo, senza webcam, gli altri di solito premono “next” e ti saltano)

  2. ciao nicola! =)

    dopo aver letto il tuo e altri articoli in rete sono rimasto letteralmente folgorato dall’idea di Chat Roulette.
    subito sono andato a farci un giro, ma l’impatto è stato molto deludente… forse ho beccato uno dei momenti peggiori, ma sta di fatto che mi sono trovato di fronte alla solita triste superficialità che ha sempre contraddistinto il mondo delle chat (sto generalizzando, lo so).
    eppure lo strumento che avevo di fronte aveva delle grandissime potenzialità e non mi andava di abbandonare ogni speranza, così mi sono chiesto come potevo cambiare quell’atmosfera…
    e così quella stessa notte sono venuti fuori due video che ho denominato CHATIVISM.
    la domanda è: si può provare a cambiare la società in una chat?

    mi piaceva l’idea di mettere ogni persona di fronte a un se stesso ‘diverso’: più felice (nel primo video), o più ‘profondo’ (nel secondo video).

    e le reazioni sono state molto belle.
    mi interesso di creatività applicata all’attivismo sociale e considero questo il mio primo esperimento di video-attivismo-web. =)

    e siccome tu sei stato tra gli ispiratori di questo lavoro fatto in una lunga notte, volevo condividerlo con te. =)

    ciao e grazie mille per il tuo lavoro!

    ecco il link a un blog dove sono pubblicati entrambi i video, si apprezzano meglio in HD e Full Screen.

    http://www.canyouchangemylife.com/talk/

    ^___^

    • Grazie Dario della segnalazione. sono davvero divertenti i video (appeno torno sull’argomento li segnalo!). In effetti, Chatroulette è interessante più per le possibilità creative che apre (che non per la triste fauna notturna che si incontra). Mi hanno fatto venire in mente, uno dei commenti più brillanti su Chatroulette: “In a Malkovichian moment, I was even connected to myself once…and then the other me quickly disconnected”. E’ di Jason Kottke (http://kottke.org/10/02/chatroulette)

  3. ahahahah! ^___^

    sono felice che ti siano piaciuti!
    e grazie mille per segnalarli, sto cercando di diffonderli il più possibile. non tanto per la diffusione in sé, ma perché il vederne dei frutti mi stimoli a dedicare altre notti per mettere creatività in messaggi belli, invece che nei prodotti spesso inutili che devo pubblicizzare per lavoro. =)

    la citazione di Kottke mi ha fatto venire in mente uno dei tantissimi utenti che ho contattato durante la realizzazione dei video: nei primissimi istanti in cui ha rivisto se stesso (prima ancora che potessi inserire lo SMILE), ha detto un cosa tipo “damn, on more than 20.000 random people connected, i got myself!” ahahahahah!!! ^____^

    ti lascio il mio indirizzo email: dario.solina at gmail.com

    spero di produrre altri video-attivismi in futuro (magari non solo video), la mia vita va sempre più in quella direzione. =)

    qualche volta magari, se non ti disturbo troppo, ti chiederò consigli. =)

    stai bene e a presto, spero.
    .d =)

  4. Ciao…visto che avete parlato di chatroulette volevo informarvi che io ed alcuni amici abbiamo deciso di farne la versione italiana. Si chiama ROULETTE ITALIANA ed è un modo divertente per intrattenersi sul web. Abbiamo eliminato i problemi di chatroulette e l’abbiamo reso un sito divertente ed animato per incontrare persone simpatiche e che hanno voglia di divertirsi.
    Il sito è già online!!! http://www.rouletteitaliana.it/
    Fede

  5. Vero!Quella suggerita da Federica, la versione made in italy è molto più divertente!

  6. Sarò stata fortunata, ma ho beccato tantissima gente interessante, soprattutto musicisti! Peccato per quelli che chiedono tits😦

  7. vedo che si stanno diffondendo benissimo le roulette online, ma io rimango del parere che il gioco è bello quando….è italiano!!! per l’appunto🙂

  8. Great blog you have here but I was wondering if you knew of any forums that cover the same topics discussed here?
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