Sei mesi con un Kindle

maggio 15, 2010 alle 3:50 pm | Pubblicato su Il nuovo mondo, Media | 16 commenti

Articolo pubblicato su Chips&Salsa/Il Manifesto di sabato 15 Maggio

Per un mese è rimasto lì, sulla mensola a prendere polvere insieme agli altri libri. La sbornia iniziale era durata poco. Giusto il brivido di acquistare un romanzo non ancora tradotto in Italia, abbonarsi in prova a qualche quotidiano, ammirare le copertine vintage con Emily Dickinson e John Steinbeck quando va in stand-by.

L’euforia da novità  è passata nel giro di qualche settimana. Alla fine non era vero che potevi scaricarti tutte i libri che volevi il giorno stesso dell’uscita negli Usa (tanti editori non rilasciano la Kindle Edition per il mercato europeo). E poi non è che sia così comodo sfogliare un quotidiano o un settimanale su uno schermo da sei pollici: non ci sono immagini a colori, si perde la dimensione grafica della pagina (gli articoli sono accessibili solo da un lungo elenco mal formattato) e poi bisogna familiarizzare con le odiose “locations” (dopo secoli di editoria, Amazon ha deciso che i numeri della pagine non servivano più, potevano benissimo essere sostituiti da una nuova unità di misura di cui, ancora oggi, non capisco il senso).

Quanto è bastato perché  il Kindle finisse dimenticato su una mensola.

La prima spolverata è  arrivata solo quando ho scoperto un software che ti permette di “hackerare” il Kindle. Si chiama Calibre ed è un programma open source che converte gli ebook in qualsiasi formato, permettendoti così di bucare le fastidiose barriere proprietarie di Amazon. Mi si è aperto un nuovo mondo. In rete si trovano migliaia di romanzi, saggi, articoli in versione digitale. L’opera omnia di Borges e quella di Marx. L’ultimo numero del New Yorker e quello delle riviste più di nicchia. Tutta la Recherche e l’Ulisse. E’ così subito cominciata l’abbuffata: altro che i dieci libri di Umberto Eco da portarsi sull’isola deserta, ora potevo arrivare a più di 1500, senza ingombri e pesi aggiuntivi.

Se si escludono le opere pubblicate negli ultimi 70 anni (ancora protette da copyright), non bisogna per forza rivolgersi al mercato nero dei circuiti peer-to-peer per rimpolpare il proprio Kindle. In Italia LiberLiber mette a disposizione migliaia di ebook, dalla A di Antonio Abati (autore satirico del 1600) alla Z di Emile Zola. Il piatto è ancora più ricco su Project Gutenberg, dove si possono scaricare più di 30.000 libri digitali (per lo più in inglese), senza pagare un centesimo. Dopo il download, si va su Calibre, si preme il pulsante “invia al mio dispositivo” e il gioco è fatto: puoi davvero metterti in tasca la biblioteca che hai sempre desiderato.

Certo, poi bisogna superare lo spaesamento dell’interfaccia con una sola pagina; abituarsi a tenere in mano un gadget metallico, duro e freddo, che pesa comunque 250 grammi; i segnalibri sono meno simpatici delle orecchie alle pagine; le sottolineature e le note ancora troppo macchinose. Insomma, non sempre il gioco vale la candela, soprattutto per un uso domestico. Alla fine il Kindle era lì pronto per l’isola deserta, ma i vecchi libri non sono mai scomparsi dal comodino.

La seconda (e definitiva) spolverata è arrivata quando ho scoperto Instapaper, un servizio ancora più utile. Quando si naviga online e si trova un articolo interessante, basta premere il pulsante “Read Later” (Leggi dopo) per poi poterlo ritrovare al volo e scaricarlo nel formato che più si preferisce. Tra cui anche quello Kindle. Ho così iniziato a riempire il mio e-reader di tutti quei reportage che sullo schermo del computer non riesci ad andare oltre la terza pagina. Ho caricato paper in pdf che da mesi aspettavano di essere stampati. Mi sono poi imbattuto in un sito (LongForm.org) che seleziona “gli articoli, del passato e del presente, che sono troppo lunghi e troppo interessanti per essere letti su un browser web”. Dall’ultimo Pulitzer su Katrina ad un Neal Stephenson d’annata su Wired. E finalmente il Kindle ha iniziato ad avere un senso. I suoi maggiori limiti (non è molto interattivo, è poco integrato con i social network) si stanno rivelando anche i suoi punti di forza: nessuna schizofrenia da click compulsivo, puoi davvero concentrarti nella lettura senza distrazioni (e senza affaticare gli occhi, come al pc).

Ancora non sappiamo se Google e le altre tavolette magiche (iPad, smartphone) col tempo ci renderanno più stupidi. Di certo non è così per il Kindle, un gadget dal sapore retrò e senza tanti effetti speciali, ma pronto a traghettare la grande letteratura e il buon giornalismo testuale nel secolo digitale (a patto, però, di saperci smanettare un po’).

16 commenti »

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  1. Molto interessante e soprattutto utile la tua esperienza con Kindle. Personalmente sto valutando l’acquisto di un ereader e non so proprio come orientarmi. L’iPad mi lascia un po’ perplesso perché poi si finisce per essere esigenti e ti accorgi che non è un laptop ma forse ingombra/pesa non come un iPhone. Vedrò. La tua esperienza è sufficientemente eloquente e chirificafrice per me. Saluti.
    Nicola

  2. Non è che con l’ iPad succede come per l’iPod che ci metti dentro tutto e non tiri fuori più niente, e se rivuoi la tua musica altrove te la devi ricaricare? State attenti a quelli dell’i-qualcosa che sono troppo furbi per capirli in tempo… oppure li sposate a vita…

    • mi pare che il succo della questione sia: se mi lasciate libertà di fare, l’e-reader diventa comodo, utile e piacevole. Un successo. Se invece vi incaponite con drm, cinture di castità e scudi di sirio il dragone, rompete le scatole e il kidle va a farsi benedire. Sono stra-d’accordo.

      • Esatto Daniele. Per come lo sto usando io, alla fine può andare bene qualsiasi e-reader (ce ne sono tanti molto più permissivi del Kindle e spero si diffondano sempre di più).

  3. Ottimo post. Grazie.

  4. ottime post.Buone le info. ma chissà perkè…amo ancora leggere su carta…

  5. ho un kindle da natale, regalo ricevuto dalla sorella che vive nello stato di new york.
    mi sono scaricato con il più classico dei sistemi p2p una ventina di romanzi in pdf da stieg larsson a montalban, da faletti a ken follett. e non mi sono nemmeno messo a craccare il kindle.
    al di là dei gusti personali (lo so, sui miei si può discutere un po’), mi diverte il modo di leggere con il kindle e mi fa risparmiare alla faccia dei copyright (p.s. ma se anche il ministro degli interni dice di scaricare musica illegalmente…).
    il kindle tuttavia ha un difetto: viene meno il piacere di prestare un libro ad un amico, mica puoi prestargli l’apparecchio con tutti i tuoi 50 romanzi? cosa leggi dopo?

    • anche il mio kindle arriva da NY, regalo di Natale del mio nipote preferito. L’abbuffata iniziale è esaltante ma poi per forza devi tarare il kindle ai tuoi tempi, per evitare la solita frustrazione di avere tante cose da leggere e non avere il tempo per farlo.
      Allora sto alternando un libro da Kindle e un libro dalle mie librerie preferite in città (tanto per far girare l’economia), e ho l’abbonamento al New York Times. Poterlo leggere comodamente, in qualsiasi momento, dovunque, anche l’edizione a chili della domenica… Altro che rimpiangere l’odore e il fruscio della carta!
      E così mi alleno a scovare quante pagine dei nostri quotidiani nazionali fanno giornalismo solo traducendo oppure fornendoci “versioni in prosa” di articoli pubblicati su altri quotidiani (tenete presente la paginona di Repubblica sui taxi di Ny che applicano tariffe extra urbane all’interno della città? l’avevo letta due giorni prima sul NYT e già tante altre volte mi era capitato, da gennaio ad oggi).
      Inoltre non capisco perchè, pur avendo l’abbonamento al giornale, il kindle me ne mantenga in archivio solo gli ultimi 15 numeri. E’ vero che ho la possibilità di salvare gli articoli nei clippings, dove però vanno a finire anche le note, le eventuali traduzioni mie, i brani evidenziati dai libri letti. Insomma diventano un tappeto sotto cui nascondere tutto e poi si deve trafficare un pò per ritrovare: il risultati è che se non trovo un articolo che avevo salvato, dopo un pò passo ad altro)
      E’ vero, anch’io lo trovo un pò rigido ma al momento mi piace proprio il fatto che il kindle serva per leggere.
      Fa risparmiare sui libri cartacei, e questo mi fa impazzire di gioia (le mie librerie abituali ti danno la tessera fedeltà acumula sconti, o il 10 per cento: altro non fanno)
      Invece non mi piace il kindle store: non ci si muove facilmente, e non tutti gli autori che mi interessano vi pubblicano. Ritengo un colpo di fortuna riuscire a comprare proprio quel libro che cercavi. E non parliamo degli italiani: se vuoi leggere in italiano, puoi scegliere tra cucina, turismo, lezioni di italiano per stranieri e tante belle edizioni della Divina Commedia.

  6. Ciao, post assai interessante. E’ da un pezzo che volevo venire a trovarti. Sai che scrivi davvero bene e hai un blog interessante?
    Chissà se ti ricordi di me, facevo parte della pattuglia di Global Voices a Perugia, insieme a Bernardo…
    A presto, e in bocca al lupo!
    Davide

    • certo che mi ricordo, davide!

  7. […] ho letto un post di Nicola Bruno e ho cominciato a vedere la cosa con occhi diversi. Intanto, ne ho comprato uno, non […]

  8. Grazie… il mio Kindle è in viaggio ed il tuo articolo mi ha dato delle piacevoli dritte (longform del quale non conoscevo l’esistenza ed istantreader che uso da tempo ma del quale non mi era noto il possibile sync)!
    Ancora grazie

    • Hops… instapaper…😉

  9. Ottimo post, soprattutto l’ultima parte mi ha dato dritte interessanti che sperimenterò prestissimo. Io calibre l’ho scoperto pochi giorno dopo aver comprato il mio Kindle 3, quindi l’ho subito usato in maniera più decisa. Ora, con Instapaper, sarà ancora più utile portarmi in tasca la amazonica tavoletta.

  10. […] che potreste fare con il vostro Kindle, lo Sciamano ci dà alcune dritte, mentre un ottimo post in Nicoblog ci apre letteralmente gli orizzonti con dritte assai […]

  11. […] A questo link per esempio si parla di come convertire i file con Calibre e come scaricare in formato pdf articoli trovati durante la normale navigazione sul web, per poterli poi leggere comodamente sul Kindle. […]


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