Refreshing my life

ottobre 16, 2010 alle 5:42 pm | Pubblicato su Il nuovo mondo | 8 commenti

Genova. Bologna. Oxford. Negli ultimi mesi ho cambiato casa tre volte. Spedito i pacchi a un nuovo indirizzo altrettante volte. Prima c’è stata la lenta e dolorosa eutanasia di Totem, l’accartocciarsi su stesso di un progetto che forse solo Franco Carlini e il suo “felice caos creativo” potevano tenere in piedi. Ma, per fortuna, il post-totem si è rivelato un post-mortem vitale. Un po’ per distruzione creatrice, un po’ per selezione naturale, ognuno si è lanciato a fare quello che più gli piaceva: chi comunicazione, chi giochi, chi giornalismo. Una diaspora che ha mandato in fumo l’utopia di un’agenzia poliedrica, trasversale, ma conserva (si spera) tutta la spinta etica, la curiosità, il rigore, di Franco.

Beautiful LabInsieme ad altri tre impavidi “soci”, io mi sono buttato dalla parte del giornalismo. Abbiamo tirato su una cooperativa (Effecinque/Refreshing Journalism – dal tasto F5 della tastiera con cui si aggiorna una pagina web) che lavora su formati e prodotti giornalistici innovativi. Grazie alla lungimiranza di Sky.it, siamo già partiti con il botto: la serie Beautiful LAB e il progetto News in Motion che stiamo portando avanti con Tiwi. Bene, è solo un primo assaggio di quello che ci piacerebbe fare.

Nel frattempo, con Raffaele abbiamo iniziato a lavorare su un altro progetto che ci ha fatto girare in lungo e in largo per il mondo, fatto conoscere persone che ci piacerebbe ce ne fossero di più anche in Italia: un libro – non accademico, non pessimistico – sulle persone e i progetti che stanno provando ad inventare il giornalismo del millennio digitale. Dovrebbe uscire nei primi mesi del 2011 in una bella collana di un importante editore italiano. Dovrebbe, perché un libro è davvero una gran fatica e ancora ci stiamo lavorando su…

Io al Green Templeton College

A fine settembre, poi, ho dovuto di nuovo premere il tasto F5 della mia vita… Di nuovo valigie, pacchi, cambio destinazione. Fino al prossimo aprile sarò un Journalist Fellow al Reuters Institute for the Study of Journalism dell’Università di Oxford. Un ambiente eccezionale: vai ad un seminario e accanto ti si siede John Lloyd; lunedì prossimo arriva Manuel Castells; visite al quartier generale di Al Jazeera, della BBC, etc… Poi c’è tutto il contesto informale, che rende ancora più unica questa esperienza: entri nella cucina del college e trovi tizi che litigano sulla morfologia del verbo; alle feste conosci giovanissimi ingegneri italiani che lavorano sulle reti di nuove generazioni con colleghi dello Sri Lanka; la sera con i compagni del Nooc capita di discutere di diritto d’asilo internazionale e, quando arriva il turno dell’Italia, al solito devo nicchiare (perché magari della Bossi-Fini ne sanno più loro), oltre che vergognarmi un po’ (ormai non ci crede più nessuno all’alibi dell’io non ho mai votato Berlusconi – visti da fuori siamo tutti complici). Anyway, va bene così, prima o poi riusciremo a far premere F5 anche al nostro paese…

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